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1984 – George Orwell

1984 – George Orwell

1984 - George Orwell

Il primo libro del mese di Cuori d’Inchiostro dell’anno appena iniziato è un romanzo del secolo scorso, ma ancora attuale. Stiamo parlando di 1984 di George Orwell. Perché lo abbiamo scelto? Proprio a causa della sua attualità, nonostante abbia già oltre 70 anni, e del senso di inquietudine causato da un controllo invasivo di ogni aspetto personale da parte della società.

1984 di George Orwell: perché questo titolo? 

1984 di George Orwell ha questo titolo perché l’autore lo ha scritto nel 1948 – anche se poi è stato pubblicato l’anno successivo. Così Orwell ha invertito le cifre per immaginare una sorta di futuro prossimo. Il romanzo, infatti, si può definire distopico.

Il Grande Fratello

Il romanzo è conosciuto soprattutto perché da qui è stato preso il nome del reality show televisivo “Grande Fratello“.

Una curiosità sull’espressione “Grande Fratello” è che deriva da una traduzione erronea. Infatti, nel libro originale si chiama Big Brother, che corrisponderebbe, invece, a fratello maggiore.

Dove si svolge 1984 di George Orwell?

Il mondo immaginato da Orwell è una Terra in cui esistono solo tre continenti: Oceania (che osserviamo da vicino, perché è dove abita il protagonista), Estasia ed Eurasia.  Le tre potenze si trovano in uno stato di guerra perenne

1984 di George Orwell e il potere

Il Grande Fratello è personificato da un uomo – che nessuno ha mai visto! – e rappresenta il Partito (Socialista Inglese), che detiene tutto il potere. 

La gerarchia è piuttosto rigorosa. Esiste, infatti, il Partito, diviso in Partito Interno, di cui fanno parte solo le cariche più alte, e Partito Esterno, di cui fanno parte le persone che invece lavorano per il Partito. Tolte queste persone esistono i Prolet, che rappresentano la maggioranza della popolazione e che non vengono minimamente presi in considerazione. I prolet vivono in condizioni di povertà e rappresentano i “dimenticati”.

Teleschermi e Psicopolizia

L’onniscenza del Partito è raggiunta attraverso teleschermi, ovvero televisori forniti di telecamera. Vi ricorda qualcosa? I monitor del pc con webcam integrata, o le tv con analoga videocamera, accese quasi ininterrottamente nelle case… Per legge, tali teleschermi devono essere installati in ogni abitazione dei membri del Partito stesso, e non possono essere spenti dai membri del Partito Esterno (possono al massimo attenuarne il volume dell’audio). Solo i membri del Partito Interno possono spegnerli, scopriremo. Perché? Cosa succede quando il teleschermo è spento? 

Questi dispositivi risultano essere presenti ovunque. Quale è il loro scopo? Beh, come potrete intuire, la loro utilità è duplice: vengono utilizzati per diffondere propaganda 24 ore su 24 e per spiare la vita di qualunque membro del Socing. Non vi è più, dunque, alcuna privacy, ed il governo può osservare facilmente qualsiasi forma di comportamento, anche inconsapevole, che riveli che un individuo abbia pensieri contrari all’ortodossia del Partito. Non per niente esiste la Psicopolizia, che interviene su ciò che non si ritiene in linea con l’ideologia del partito, ossia gli psicoreati, reati compiuti con il pensiero. 

I ministeri

A coronare il mondo di Orwell ci sono quattro Ministeri. Il primo è il Ministero della Verità, che gestisce la propaganda e diffonde la verità alla quale tutti devono assogettarsi. È davvero, quindi, una verità? Troviamo poi il Ministero dell’Amore, dove ci si dovrebbe occupare di sicurezza e invece si trovano prigioni, torture e lavaggi del cervello. Infine si trovano il Ministero dell’Abbondanza, che dovrebbe occuparsi di economia, ma serve a controllare le riserve di cibo, beni e rifornimenti e il Ministero della Pace, che si occupa della guerra.

Chi è il protagonista? 

Il protagonista del romanzo sembra essere Winston, un uomo di mezza età che esternamente sembra aderire alle proposte del Partito e condurre una vita in funzione di quest’ultimo. Internamente, però, Winston inizia ad avere pensieri totalmente rivoluzionari e, quindi, pericolosi. La svolta vera, in termini operativi, arriva con Julia. Chi è Julia? Come i due riusciranno a incontrarsi?

Un altro personaggio importante per la storia è sicuramente O’Brien, sulla quale non ci pronunceremo oltre, perché sarebbe ad alto rischio di spoiler! Chi è O’Brien? Che ruolo ha?

Il protagonista vero della storia, però, è proprio il Grande Fratello che paradossalmente è un personaggio che non esiste nella realtà. Rappresenta il pensiero dominante, il potere, ciò a cui bisogna sottomettersi.

La neolingua creata da George Orwell di 1984

Molto interessante è il concetto di “neolingua” in 1984 di Orwell. Il Partito è continuamente al lavoro non tanto per creare una nuova lingua, ma per modificare la lingua esistente in modo da ridurre le possibilità di pensare! Come? Riducendo sempre di più il numero di parole con la quale esprimersi, non ci saranno più parole possibili da utilizzare per esprimere un determinato concetto. Quindi, insieme alla parola scomparirà anche il pensiero. Così facendo, non solo si potrà esprimere solo ciò che il Partito approva, ma non si potrà più neanche pensare a qualcosa di diverso! La neolingua risulta dunque essere uno strumento per indebolire sempre più il libero pensiero e contribuisce a creare l’ambiente cupo ed iper controllato.

La storia in 1984 di George Orwell

Altro particolare del romanzo che colpisce è sicuramente il peso della storia. Infatti, il Partito continua a far riscrivere giornali e quotidiani in favore di ciò che accade in futuro. 

In questo modo le coordinate temporali si annullano: non esistono né passato, né futuro, ma solo il presente. Ciò che è accaduto viene continuamente e costantemente modificato per far sì che la gente si convinca che il Partito ha ragione ed agisce non solo per il bene comune, ma anche nel giusto.

Perché scegliere 1984 di George Orwell?

Perché sicuramente è attuale e le tematiche sono interessanti ancora oggi: il controllo, la privacy, dispositivi sempre collegati (essere sempre online) e che trasmettono costantemente (le TV lasciate accese, quasi a fungere da sottofondo di ogni nostra giornata), la solitudine e la vera natura delle relazioni, il senso di impotenza verso un controllore troppo grande per il singolo.

Nonostante sia un romanzo cupo, 1984 di George Orwell è uno di quei libri che non può non essere letto nel corso della vita di ognuno di noi. È, infatti, uno di quei testi che lasciano il segno e portano il lettore ad interrogarsi su ciò che lo circonda.

Valutazione

5 su 5
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