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I have a dream – Bebe Vio

I have a dream – Bebe Vio

I have a dream - Bebe Vio

Per la lettura del mese di Aprile noi dello staff di Cuori d’inchiostro abbiamo scelto I have a dream di Bebe Vio. Chi di noi non conosce Bebe Vio? Praticamente nessuno: è impossibile infatti non rimanere affascinati dall’energia di questa giovane ragazza che, nonostante le difficoltà della vita, riesce a realizzare qualsiasi cosa desideri con determinazione e il sorriso in volto. I have a dream di Bebe Vio è l’ottavo essay della serie Big Ideas, ideata e realizzata dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti). È la stessa Bebe Vio a scrivere, e lo fa con il suo stile che la caratterizza.

La scherma, prima e dopo la perdita

Bebe Vio pratica scherma fin dalla tenera età. Il suo sogno? Quale, se non partecipare alle Olimpiadi? È con questo obiettivo che la piccola Bebe si allena con caparbietà. Il suo sogno sembra però essere destinato a naufragare a causa di una meningite fulminante che la colpisce a 11 anni e che rende necessaria l’amputazione di braccia e gambe. Come può, una schermitrice, competere senza i 4 arti?

I have a dream, di Bebe Vio: dalla caduta alla rinascita

Ricordiamo però ciò che caratterizza la Vio: energia, testardaggine (in senso buono ovviamente!) e caparbietà: il sogno olimpionico viene “riadattato”, trasformandosi in sogno paralimpionico. E riesce a realizzarlo! Non solo: Bebe Vio è l’unica schermitrice a partecipare alle paralimpiadi e ad essere sprovvista degli arti superiori!

Oltre agli allenamenti e alle vincite sulla pedana, Bebe Vio fonda un’associazione, art4sports: una ONLUS che si prefigge di aiutare bambini che hanno subito amputazioni a praticare attività sportive e, tramite queste, ad integrarsi socialmente. Come non ricordare poi la trasmissione televisiva da lei condotta nel 2017?

I have a dream, di Bebe Vio: un breve essay tutto da scoprire

In questo breve saggio, I have a dream, è Bebe Vio stessa a parlare, come dicevamo. Lo stile di scrittura è, dunque, quello che ci aspetteremo da lei: schietto, incisivo e decisivo. Sembra quasi di ascoltarla parlare, più che di leggerla: questo anche a causa/grazie a un paio di espressioni comuni nella lingua parlata (sebbene considerate poco corrette nella lingua scritta). E ciò che arriva al lettore è un’ondata di energia.

I have a dream, di Bebe Vio, è l’ottavo essay della serie Big Ideas, ideata dalla Banca Europea per gli Investimenti. Data l’immensità e l’importanza dell’istituzione, trovare una svista nell’introduzione e nella presentazione del saggio stesso lascia un po’ perplessi. Ciò però non scoraggia il lettore, che viene ricompensato dalla ventata di energia giovanile e fresca che trapela dalle parole della Vio.

Altre storie vere?

Se siete alla ricerca di altre storie vere, date uno sguardo alla sezione Storie vere di Cuori d’inchiostro. Troverete qui, tra le altre, storie a lieto fine, come quella di Ayse narrata da Nina Palmieri in Liberasempre, o quella di Alba e suo papà Luca, narrata da Luca Mercadante e il papà di Alba in Nata per te. Letture che vi consigliamo caldamente! Se siete invece in cerca di una lettura più scanzonata e che vi porti alla scoperta del mondo in scarpe da corsa, allora Corro perché mia mamma mi picchia di Giovanni Storti e Franz Rossi fa al caso vostro.

Perché abbiamo scelto I have a dream di Bebe Vio come libro del mese di Aprile?

I motivi sono vari.

Omaggio alla vitalità

Il primo che ci è venuto in mente è il desiderio di omaggiare la caparbietà e la gioia di vivere nonostante le avversità della vita. Avversità che stanno colpendo ognuno di noi, soprattutto ora, a causa di questa pandemia di CoVid-19: la vita di ognuno di noi ne risulta stravolta. Non sappiamo come e quando ne usciremo, ma ne usciremo. Più forti di prima!

Scherma e femminismo

Un’altra motivazione è la volontà di celebrare una donna che è riuscita a realizzare i suoi sogni. Come già accennato il mese scorso con Non sono femminista, ma… e durante l’intervista all’autrice, Clara Campi, non crediamo occorra un giorno (o un mese) specifico dell’anno per ricordare che ogni persona debba essere orgogliosa e felice di ciò che è, e che non è seconda a nessuno a causa di sesso, colore della pelle, orientamento sessuale e quant’altro. E Bebe Vio ne è un esempio, tutti i giorni. Si è rialzata un sacco di volte, e ne è uscita vittoriosa. Oltre alle varie vittorie (non solo in pedana) quello che ci mostra Bebe Vio è che ogni caduta e conseguente rinascita può lasciare dei segni (visibili o meno). Ognuno di essi, però, è parte di noi, di quello che siamo e di quella che è la nostra storia. Dunque perché vergognarcene?

L’importanza degli esempi ai tempi del CoVid-19

Un mondo di eroi e guerre?

Inoltre, la lettura di questo libro ci ha guidato verso una riflessione sul tempo che stiamo vivendo. In questo momento storico si legge spesso come alcune professioni, soprattutto quelle sanitarie, vengano esaltate tramite la metafora dell’eroe. Metafora presa in prestito da scenari bellici: quante volte, in quest’ultimo mese, avete sentito infatti parlare di parallelismo tra ciò che stiamo vivendo e scenari di guerra? Anche tra chi è chiamato a lavorare, inoltre, sembrano esserci, secondo l’opinione comune, lavori più “eroici” di altri: il medico è più eroe del commesso del supermercato che invece, ad esempio, è da compatire. Per non parlare invece di chi può lavorare da casa: il più avvantaggiato perché non lavora pur percependo lo stipendio. Si apre quindi un mondo di confronti non sani e medaglie da consegnare.

Tutto ciò è molto pericoloso, perché apre le porte anche a danni e conseguenze di cui forse siamo poco consapevoli. Crediamo, infatti, che in questo momento difficile alcune professioni siano più chiamate di altre a compiere la missione di vita lavorativa che hanno scelto. Si tratta, quindi, di adempiere alla loro etica professionale! 

O un mondo di esempi?

Da qui ne scaturisce un parallelo con la figura di Bebe Vio. Non crediamo infatti la Vio abbia fatto un atto di coraggio ogni volta che si è rialzata dopo una battuta d’arresto. Piuttosto, crediamo che abbia continuato a credere in sé stessa, a voler raggiungere i suoi obiettivi e a realizzare i suoi sogni. Lottando ed impegnandosi con tutte le sue forze, quando necessario! In poche parole, Bebe Vio ha continuato a essere fedele a se stessa, nonostante i cambiamenti e le difficoltà che la vita le ha messo sul suo cammino.

Noi crediamo fortemente che Bebe Vio, piuttosto che un’eroina, sia un esempio, un modello da seguire. Questo è il messaggio che pensiamo possa essere utile in questo momento: essere saldi e affrontare le difficoltà senza mai perdere di vista noi stessi e i nostri desideri.

Dove trovare gli altri libri del mese?

Dove, se non nell’apposita sezione? Date un’occhiata e diteci cosa ne pensate.

Avete altri libri che parlano di storie vere da consigliarci?

Buone letture!

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