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La vita è bella – Roberto Benigni

La vita è bella – Roberto Benigni

La vita è bella - Roberto Benigni

Sì, siamo di fronte allo stesso titolo del film La vita è bella, di Roberto Benigni, che valse un Oscar a quest’ultimo. E sì, si tratta della sceneggiatura dello stesso. Perché, dunque, leggerla? Beh, perché la lettura lascia sempre molto più spazio all’immaginazione. E poi è sempre bello rivivere una vicenda così toccante.

L’Italia del Fascismo e delle leggi razziali

Per quei pochissimi che non hanno, a distanza di vent’anni, ancora visto il film La vita è bella, diretto da Roberto Benigni, riassumiamo brevemente la trama. Tutti gli altri possono passare senza remore alcuna al paragrafo successivo. Protagonista è Guido, un giovane ebreo che riesce ad aprire una libreria e che si innamora di una maestra elementare, Dora. I due si sposano, ma sono gli anni del Fascismo e delle leggi razziali. Ecco dunque che si verificano episodi quali scritte razziste sulla saracinesca del negozio di Guido (Roberto Benigni), la mamma di Dora (Nicoletta Braschi) che non approva il matrimonio della figlia e dunque i rapporti tra le due famiglie si interrompono, il cavallo dello zio di Guido (che gestisce un Grand Hotel) che viene dipinto di verde e ricoperto di scritte…

Guido, Dora e Giosuè: l’amore, la deportazione, il carro armato

E’ in un quadro simile che, dicevamo, Dora e Guido si sposano e danno alla luce Giosuè (Giorgio Cantarini). Come non emozionarsi rileggendo della visita della nonna alla libreria, che si trasforma nel primo incontro tra lei ed il piccolo Giosuè? Come non provare un terrore viscerale, quando Dora ritorna a casa, con la nonna per la sua prima visita a casa della sua famiglia, e la trova aperta, a soqquadro e senza traccia alcuna di Guido, suo zio e il loro figlio? I tre vengono deportati in un lager, e Dora decide spontaneamente di seguirli, per non lasciarli al loro destino. Guido fa di tutto per salvare e proteggere il piccolo Giosuè. Per salvarlo dall’orrore che li circonda, gli fa credere che tutto ciò che vedono è parte di un grande gioco in cui dovranno affrontare prove tremende per vincere il meraviglioso premio finale: un carro armato vero!

La vita è bella di Roberto Benigni: critiche e sogni

Come dicevamo sopra, La vita è bella fece vincere l’Oscar a Roberto Benigni. C’è chi storse il naso, sostenendo che il campo di concentramento di Auschwitz non fu liberato dagli Americani. E’ solo “strizzando l’occhio” agli Americani, però, che le possibilità di vincere un Oscar aumentano. Benigni stesso rispose: il campo di concentramento del film non è un campo di concentramento ben definito, ma il campo di concentramento: la rappresentazione di ognuno di essi. Cambiano infatti i nomi, i luoghi, ma gli orrori al loro interno furono gli stessi.

C’è chi sostenne che le speranze di nascondere un bambino come Guido fa con Giosuè sarebbero state nulle. Va però detto che La vita è bella non è una storia vera. E forse il suo bello è proprio questo: il sognare insieme a Giosuè, mentre però si è consapevoli, insieme a Guido, degli orrori del campo di concentramento.

Se volete rivivere le vicende di Giosuè, Dora e Guido, potete:

  • rivedervi il film (che trovate qui)
  • leggervi la sceneggiatura, edita da Einaudi (che troverete qui).

Da non dimenticare, inoltre, la colonna sonora di Nicola Piovani!


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