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Stamina: una storia sbagliata – Beatrice Mautino

Stamina: una storia sbagliata – Beatrice Mautino

Stamina: una storia sbagliata - Beatrice Mautino

Come ogni mese, oggi veniamo a presentarvi la lettura che abbiamo scelto quali Libro del mese di Giugno. Per questo mese, la scelta è caduta su Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino. Come mai questa scelta? Mettetevi comodi, perché nelle righe seguenti ve ne spiegheremo le ragioni.

Negli ultimi mesi ampio spazio è stato dato, nei mass media, a virologi, medici e scienziati in generale. Il risultato, sebbene lo scopo sia stato quello di “dare la parola all’esperto”, dubitiamo sia stato quello auspicato, in quanto molto spesso le affermazioni fatte erano o in contrasto tra loro, o sono state smentite dalla realtà.

Il lavoro dei giornalisti, si sa, è quello di chiedere informazioni agli esperti, fare inchieste e successivamente comunicare quanto ottenuto. Il lavoro dello scienziato è invece quello di ottenere risultati ottenuti da esperimenti scientifici replicabili. Molti scienziati in questo periodo di incertezza, purtroppo, si sono esposti, a volte solo per acquisire popolarità, altre mettendo da parte la causa a cui sono votati. Questo ha fatto sì che la scienza ne sia uscita screditata agli occhi dell’opinione pubblica. Non solo, gli scienziati intervenuti incautamente nei vari salotti televisivi hanno perso di credibilità, sia tra il pubblico che, cosa ancor più grave, all’interno della comunità scientifica.

Perchè Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino?

A questo punto possiamo dire che l’approccio dell’autrice è molto diverso da quanto descritto sopra. Da vera scienziata, si “limita” a dare informazioni e a riportare risultati ottenuti scientificamente senza rispondere alle domande con affermazioni secche. Per questo motivo parliamo di Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino: per mostrare come si possa parlare di metodo scietifico e ricerca in modo sano. Per questi motivi abbiamo deciso, per la lettura del mese di Giugno, di parlare di un libro scritto da una scienziata, che abbiamo già conosciuto con il suo libro Il trucco c’è e si vede.

Chi non ricorda la vicenda della cura compassionevole basata sulle cellule staminali, che prende il nome di Stamina? Del resto, la trasmissione televisiva Le Iene ne diede ampio spazio televisivo, mostrando bimbi malati e senza apparente speranza. In Stamina: una storia sbagliata, Beatrice Mautino ripercorre le tappe storiche di tale metodo, spiegando passo passo perché e come Stamina si discosta dalla normale procedura di convalida delle cure, anche di quelle compassionevoli.

Cos’è il metodo Stamina?

Il metodo Stamina è un presunto trattamento, privo di validità scientifica, rivolto principalmente alle malattie neurodegenerative e basato sulla conversione di cellule staminali mesenchimali in neuroni. Tale metodo Stamina è stato realizzato dal comunicatore pubblicitario Davide Vannoni (1966-2019) e proposto dalla Stamina Foundation, un’organizzazione da lui presieduta. Pur non avendo validità scientifica, come dicevamo, tale metodo è molto conosciuto all’opinione pubblica grazie alla (o a causa della) trasmissione televisiva Le Iene. Queste ultime diedero al metodo Stamina ampio spazio televisivo, puntando l’accento non sulla validità scientifica (apparentemente assente) del metodo, ma sui malati e apparentemente curati da tale metodologia. Anche, ma non solo, di questo si parla in Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino

Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino. Chi è l’autrice?

Cuori d’inchiostro ha già dato spazio ad un’opera di Beatrice Mautino: Il trucco c’è e si vede. L’autrice è laureata in Biotecnologie Industriali, ha un dottorato di ricerca in Neuroscienze all’Università di Torino e un master in Comunicazione della scienza. Dopo essersi occupata di ricerca per alcuni anni, è attualmente divulgatrice (o divagatrice, come preferisce auto definirsi) scientifica e socio effettivo del CICAP (come potete leggere in questa pagina. Tra i soci onorari troviamo anche Marco Malvaldi, un nome già noto ai nostri lettori: abbiamo già scritto di un suo romanzo!). Potete visitare qui il blog che Beautrice Mautino cura per la rivista scientifica Le Scienze, mentre qui il suo canale youtube. Il video che segue è un assaggio di quanto potrete trovarvi. Nel video sottostante la Mautino parla di tinte per capelli, dal punto di vista della scienza.

Cos’è il CICAP?

Lasciamo che a spiegarlo siano le parole riportate sul sito del CICAP stesso:

Il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (CICAP) è un’organizzazione di volontari, scientifica ed educativa, che promuove un’indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell’insolito con l’obiettivo di diffondere la mentalità scientifica e lo spirito critico.
Il CICAP nasce nel 1989 per iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di scienziati, intellettuali e appassionati.

Chi siamo? – CICAP

Scienziati, intellettuali e appassionati accumunati dall’aver sottoscritto la seguente dichiarazione:

Giornali, settimanali, radio e televisioni dedicano ampio spazio a presunti fenomeni paranormali, a guaritori, ad astrologi, trattando tutto ciò in modo acritico, senza alcun criterio di controllo; anzi cercando, il più delle volte, l’avvenimento sensazionale, che permetta di alzare l’indice di vendita o di ascolto. Per questo portiamo avanti un’opera di informazione e di educazione rispetto a questi temi, per favorire la diffusione di una cultura e di una mentalità aperta e critica, e del metodo scientifico basato sull’evidenza nell’analisi e nella soluzione dei problemi.

Dichiarazione comune – CICAP

Indovinate chi è il presidente onorario? Piero Angela! Avete letto il suo libro Ti amerò per sempre? Ne abbiamo parlato qui.

Torniamo ora a Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino. Un po’ di storia

Come dicevamo nell’introduzione, il Metodo Stamina consiste nel convertire cellule staminali mesenchimali in neuroni ed è in grado di curare malattie neurodegenerative. Di tutto ciò, però, la scienza non è mai riuscita a provarne l’efficacia, per vari motivi spiegati, brevemente ma efficacemente, in Stamina: una storia sbagliata da Beatrice Mautino.

La vicenda del Metodo Stamina, della Stamina Foundation e del loro ideatore/fondatore Davide Vannoni (comunicatore pubblicitario, non un medico!) è nota al grande pubblico a causa della risonanza mediatica data loro dalla trasmissione televisiva Le Iene, in primis. Queste ultime posero l’accento su immagini di bimbi malati, afflitti da malattie neurodegenerative, per i quali la medicina e la scienza non avevano alcuna soluzione. È qui che si insinua il Metodo Stamina: ha dato una speranza alle famiglie e ai malati stessi. Fin qui, nulla di male… anzi! Se non fosse però che tale speranza, secondo Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino, è stata mal riposta. La Fondazione Stamina ed il suo proprietario vengono meno, infatti, ai principi basilari della scienza, ovvero alla riproducibilità dei risultati.

Cos’è il metodo scientifico?

La comunità scientifica lavora in un modo molto semplice, basandosi sul presupposto che ogni esperimento deve essere replicabile da chiunque. I risultati affemati da Vannoni e dalla Stamina Foundation devono dunque essere ottenuti da chiunque desideri replicare gli esperimenti effettuati da Vannoni e dalla Stamina Foundation stessi. Per far questo, occorre conoscere i protocolli e le procedure… mai però divulgati, nemmeno quando esplicitamente richiesti. È questo il punto principale che viene contestato a tutta la vicenda.

Tra scienza e comunicazione

Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino affronta anche il tema della comunicazione attorno al tema Stamina. Da una parte abbiamo il suo ideatore, laureato in Scienze della comunicazione ed autore di testi di comunicazione persuasiva e pubblicità nonché docente presso l’Università Niccolò Cusano. Ideatore e fondatore della Stamina Foundation, che racconta di essersi sottoposto nel 2005 ad una cura (trapianto di staminali) per una paralisi facciale in Ucraina. A seguito di questo decide di proporre il trattamento in Italia, con il sostegno e il lavoro dei due biologi che lo avevano curato in Ucraina.

Dopo un primo stabilimento a Torino, nel sottoscala dell’azienda di Vannoni che si occupava di ricerche di mercato, il tutto si sposta a San Marino. Beatrice Mautino, in Stamina: una storia sbagliata, illustra il motivo di tale trasferimento. Così come l’importanza, a livello comunicativo, del ruolo di Vannoni, fondatore della Stamina Foundation, che afferma (come dicevamo) di essersi sottoposto al trattamento da lui proposto in Italia e di aver avuto notevoli miglioramenti. Se, da un punto di vista comunicativo, questa scelta è vincente, da quello scientifico non tanto: un soggetto non costituisce un campione statistico. Inoltre, il soggetto in questione è troppo coinvolto nella vicenda, per poter essere obiettivo nell’analisi dei risultati ottenuti. Cosa dicono, al riguardo, chi conosceva Vannoni prima e dopo il trattamento? Che, loro, miglioramenti non ne han visti, secondo quanto riportato e documentato in Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino.

Stamina, magistratura, politica e sanità pubblica

Ciò che sarebbe dovuto rimanere (per competenza e per studi) tra ricercatori, scienziati e medici è stato invece argomento e tema di lavoro di magistratura, politica e sanità pubblica. La prima, che si è trovata a far rispettare le leggi a tutela del malato e del consumatore. La seconda, che ha legiferato avviando una sperimentazione. La terza, che ha ospitato, presso gli Spedali Civili di Brescia, il Metodo Stamina (dunque pagato con le tasse dei contribuenti). Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino esamina, con fare incisivo, ciascuno di questi tre punti, ponendo l’accento, da scienziata, sulla gravità del legame tra il Metodo Stamina e l’ospedale pubblico.

Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino. Lettura breve ma carica di informazioni

L’e-book Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino, come dicevamo, non è una lettura corposa. E l’abilità dell’autrice è quella di comunicare, con parole e periodi comprensibili a chiunque, informazioni scientifiche tutt’altro che banali. Se l’essere a digiuno di biologia, neurologia, politica e giurisprudenza vi spaventa e vi scoraggia dall’intraprendere tale lettura, beh, non temete. Beatrice Mautino vi guiderà, tenendovi per mano, mostrandovi la via da seguire per districarvi tra le informazioni che vi bombardano. L’autrice non vi darà, ovviamente (da scienziata) la risposta a tutti i vostri quesiti. Al contrario, vi mostrerà come ottenere le risposte che cercate, per poi farvi, in completa autonomia, una vostra opinione (informata, stavolta!).

Perché un libro di scienza quale libro del mese?

Come dicevamo nell’introduzione di questo articolo, noi di Cuori d’inchiostro abbiamo deciso di parlare di Stamina: una storia sbagliata di Beatrice Mautino per varie ragioni. La più banale è la corposità del libro stesso: si tratta di un e-book gratuito di poche pagine. Crediamo queste siano due caratteristiche importanti, per invogliare alla lettura anche tutti coloro che “No, la scienza non fa per me, non capirei nulla, mi perderei dopo poche pagine”. Ecco: grazie alla gratuità del libro, vale la pena dare a Stamina: una storia sbagliata e a Beatrice Mautino una possibilità! E la sua brevità farà sì che non possiate abbandonarlo dopo poche pagine, in quanto sarà già terminato.

Alla ricerca di risposte immediate?

Ovviamente le due motivazioni appena citate sono le più immediate, e le meno “fondamentali”. Beatrice Mautino ha il dono di riuscire a spiegare, con parole semplici ma precise, come funziona il metodo scientifico, di analizzare un argomento con gli occhi della scienza e di guidarvi passo passo in questo cammino. Non troverete, né in Stamina: una storia sbagliata né in Il trucco c’è e si vede, affermazioni quali “Questo è bene o questo è male”. Al contrario, troverete una guida per avere gli strumenti necessari per decidere da soli ciò di cui avete bisogno (anche per formarvi un’opinione su un dato argomento).

In particolare, in Stamina: una storia sbagliata, Beatrice Mautino illustra come il cammino della Stamina Foundation e di Stamina si sia allontanato dall’approccio scientifico (o di come ne sia stato lambito solo superficialmente), e dell’importanza, al contrario, di avere metodi riproducibili per validare una cura o un risultato scientifico in generale.

Perché parlare di una vicenda di qualche anno fa?

Innanzitutto per le qualità di Beatrice Mautino, che riesce a conversare con chiunque, anche con chi non ha un background scientifico, senza la saccenza e la supponenza di tanti scienziati/virologi/medici che invece sostengono di possedere l’unica verità (per poi essere smentiti dai fatti). Inoltre, sebbene la vicenda di Stamina sia, perlomeno giornalisticamente, poco attuale, lo è decisamente l’importanza del metodo scientifico e delle affermazioni che uno Scienziato (con la S maiuscola, questa volta) fa. La Mautino vi fornirà gli strumenti per formarvi un’opinione, dopo avervi spiegato come lavora la Scienza. Caratteristiche decisamente importanti e fondamentali in questo periodo di post-isolamento.

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